BIOGRAFIA DELLA FAME DI AMÉLIE NOTHOMB: RECENSIONE DETTAGLIATA, TRAMA E RIASSUNTO
"Biografia della fame" è il tredicesimo libro di Amélie Nothomb edito Voland.
È un'autobiografia singolare e toccante, pubblicata per la prima volta nel 2005, in cui l'autrice affronta la prima parte della sua vita, caratterizzata soprattutto dai numerosi spostamenti in diversi paesi del mondo a causa del lavoro del padre.
TRAMA:
Una divorante fame di vita per un'autentica, singolare, eccentrica autobiografia.
Gli anni del nomadismo familiare in paesi esotici, al seguito del padre diplomatico: Giappone, Cina, Bangladesh...
Il tutto raccontato con una lingua che ha raggiunto la piena maturità.
Un libro bellissimo e toccante.
NOMADISMO FAMILIARE:
L'intero romanzo si sviluppa attorno ai continui spostamenti che la famiglia di Amélie è costretta ad affrontare a causa del lavoro del padre, Patrick, come diplomatico.
Trascorre la sua infanzia in Giappone, paese che le resterà nel cuore e che continuerà a mettere a confronto con le sue mete future. Si trasferisce poi in Cina, a Pechino, a New York e poi in Bangladesh.
Amélie giunge infatti in Europa solo all'età di 17 anni e si stabilisce con la famiglia a Bruxelles.
LA REALTÀ CELATA:
Narrare la storia della propria famiglia ed i suoi spostamenti non è l'unico messaggio che l'autrice vuole comunicare in questo suo tredicesimo libro, ma tratta anche la parte della sua adolescenza più problematica e difficile da raccontare.
Amélie tratta solo in senso lato il suo rapporto con il cibo, che a partire dai 13 anni, durante il suo soggiorno in Bangladesh la porterà a soffrire di anoressia, che la segnerà particolarmente ed influenzerà anche la sua intera produzione letteraria. Saranno il suo avvicinamento alla lettura e la presenza della sorella maggiore, Juliette, a salvarla dalla sua sofferenza.
Tra gli eventi scatenanti dell'anoressia, Amélie cita, anche se mai facendone veramente riferimento in modo diretto, una violenza subita sempre in Bangladesh, che racconterà in modo più approfondito in "Psicopompo" (2024), il trentaduesimo tra i suoi romanzi.
Come lei stessa racconta in un'intervista per il quotidiano La Stampa "È stato molto difficile. Avevo dodici anni, ero atterrita da ciò che quei quattro uomini stavano facendo al mio corpo inerme. Scrivendone ho stretto i denti. È stata la mia prima morte."
BIOGRAFIA DELLA FAME:
Biografia della fame non è quindi un libro che parla di fame solo nel rapporto di Amélie con il cibo.
La fame è anche desiderio di vivere, di conoscere il mondo e di assorbirlo, di riempire il vuoto e di dare un senso alla mancanza.
"Esiste una fame che è solo di cibo? Esiste una fame del ventre che non sia indizio di una fame più generalizzata? La fame sono io. Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l'essere, quel vuoto che attanaglia, quell'aspirazione non tanto all'utopica pienezza quanto alla semplice realtà: là dove non c'è niente, imploro che vi sia qualcosa"

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